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Blasphemateur. Le prigioni di Allah



Waleed Al Husseini è un coraggioso giovane di 25 anni nato in Cisgiordania. Arrestato e torturato dalle autorità palestinesi per i suoi scritti su facebook e sul suo blog con l' accusa di villipendio della religione, ha poi trovato rifugio in Francia, dove l'editore Grasset ha tradotto e pubblicato il suo libro "Blasphemateur. Le prigioni di Allah", in cui racconta la sua esperienza, l' islam e la società islamica. Insieme ad altri trenta ex musulmani, nel 2013 ha creato il "Conseil des ex-musulmans de France", composto da atei, liberi pensatori ed umanisti che prendono posizione per incoraggiare la ragione, i diritti universali, la laicità e il diritto di critica della religione, e per la proibizione di tutte quelle pratiche religiose discriminatorie, nei confronti delle donne e delle scelte private nelle relazioni emotive e sessuali nella vita degli uomini, e contrarie alla libertà e ai diritti dei popoli.

 Cari amici,
dopo la pubblicazione della mio libro, "Blasphemateur. Le prigioni di Allah", giusto una settimana dopo gli attentati contro Charli Hebdo, la minaccia è onnipresente in Francia. Così, alcune librerie si rifiutano di esporre il mio libro per paura di rappresaglie. Altri librai temono reazioni anche di coloro che, benchè quasi analfabeti, non esiterebbero a usare la loro arma preferita, la violenza. Nonostante le buone intenzioni, anche la casa editrice Grasset non può correre il rischio di organizzare incontri pubblici intorno al libro e a richiedere l' intervento della polizia, sopraffatta dal piano Vigipirate, per garantire la sicurezza.
Nonostante tutto questo disagio, un libraio da Saint Hippolyte du Fort (Gard) mi ha invitato in aprile per organizzare una sessione di firma. Per farmi incontrare molti dei miei amici, gli organizzatori hanno dimostrato non solo coraggio, ma soprattutto hanno confermato il loro rifiuto ad abdicare contro l' ideologia violenta degli islamisti. Inoltre, un'altra dimostrazione potrebbe tenersi presto anche a Nîmes.
Nonostante le intimidazioni e i tentativi di intimidazione di cui sono il bersaglio, io mi rifiuto di abbassare il braccio. La mia lotta continua, perciò risponderò sempre positivamente a qualsiasi libreria o associazione desideri discutere il mio libro, o, più in generale, il tema del libro.

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